Per vivere felici assieme ai propri cani

Il cucciolo diventerà adulto e sarà un nuovo membro della famiglia, con emozioni, sensazioni e bisogni, che  l'uomo tende a mal interpretare. Parla Massimo Di Martino, medico veterinario-comportamentalista.  (di Massimo Brizzi)

Vivere con un cane è una scelta di vita. Responsabilità e consapevolezza

sono le premesse.

Un cucciolo, che entra a far parte del nucleo familiare, porta gioia, allegria, catalizza l'attenzione e fisiologicamente attenua condizioni di stress. Questo un dato di fatto inoppugnabile.

Altrettanto certo che il cucciolo crescendo, avrà bisogno di attenzioni, cambierà necessariamente le abitudini dei componenti della sua nuova casa, andrà ad occupare all'interno del "branco-famiglia" una posizione gerarchica ben precisa.

Il cucciolo diventerà adulto e sarà un nuovo membro del nucleo familiare, dotato di emozioni, sensazioni, bisogni. Il più delle volte per scarsa conoscenza, l'amico umano tende a mal interpretare tali bisogni, tali emozioni e tali comportamenti.

E' fondamentale perciò, prima di prendere un cane, documentarsi in modo approfondito sulle sue esigenze primarie. Qualora il cane sia di razza, approfondire la conoscenza della razza scelta. Oggi il cane deve essere necessariamente un animale inserito a pieno nella società. Quindi socievole e ben disposto verso i suoi simili e verso coloro che non appartengono al suo branco-famiglia.

Per queste ragioni, nasce la figura del medico veterinario-comportamentalista, un professionista che aiuterà a prevenire ed a risolvere eventuali problemi relazionali con il nuovo amico a quattro zampe.

"Le prime visite sanitarie, con la conoscenza dell'animale, saranno a tutti gli effetti anche visite preventive comportamentali. L'osservazione, il dialogo con il proprietario sarà di enorme importanza sin dall'inizio per prevenire problemi di comportamento dell?animale - afferma Massimo Di Martino, medico veterinario-comportamentalista - a volte si creano frizioni per un approccio sbagliato con l'animale che gli causano condizioni di stress. Ad esempio - prosegue il medico - dedicare poco tempo alla passeggiata giornaliera è una di quelle condizioni che provocano al cane una situazione di disagio che esternerà con estrema agitazione proprio al momento della passeggiata". "Intervenendo prontamente al primo segno di insofferenza dell'animale - aggiunge Di Martino - sarà molto più facile modificare atteggiamenti negativi. Spesso basta poco". Il medico veterinario-comportamentalista, se ne riscontra l'opportunità, sarà assistito da istruttori cinofili. "Meno comune è l'uso di una terapia farmacologica per problemi comportamentali - osserva Di Martino - anche il prurito per una dermatite non curata può far cambiare umore al nostro amico a quattro zampe".

Una figura professionale poco conosciuta ai più ma che saprà con i giusti consigli indicare la strada per una felice e lunga convivenza tra uomo e cane.

Pubblicata su Il sito d'Italia (http://www.ilsitodipalermo.it)

 

Share by: