Zooantropologia

Il nostro ambulatorio vanta una particolare specializzazione nel campo della zooantropologia.

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L'obiettivo

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La zooantropologia consente di spiegare la tendenza specifica dell’uomo a creare con gli animali domestici rapporti affettivi, parentali, collaborativi, a comunicare e giocare con essi, ad imitarli. Essa offre inoltre gli strumenti conoscitivi per elaborare, valorizzare ed individuare i campi di applicazione del rapporto uomo-animale, a testimoniare che la zooantropologia non rappresenta un ambito di sterile speculazione filosofica, bensì costituisce uno strumento di analisi ed offre un modello di interpretazione della relazione uomo-animale del tutto innovativi, la cui proposta teorica ed applicativa consente di affrontare con criteri scientifici i differenti ambiti professionali della medicina veterinaria il cui campo d’intervento non è l’animale, ma il rapporto uomo-animale.

La zooantropologia in definitiva, fornisce alla medicina veterinaria gli strumenti per attuare un’analisi scientifica della relazione uomo-animale nei vari settori:

1) zooantropologia ambulatoriale: nella medicina comportamentale e nella analisi della pet-ownership (valutazione delle aspettative, dinamiche dei rapporti, struttura delle relazioni familiari, consapevolezza del valore attribuito all’animale all’interno della famiglia);

2) zooantropologia urbana: nella consulenza del medico veterinario alle amministrazioni ed alle istituzioni sui temi riguardanti la gestione del randagismo, dell’adozione assistita, la conduzione del pet in città, dei cani morsicatori:

3) la zooantropologia assistenziale/terapeutica: che vede il medico veterinario coinvolto nel team progettuale ed operativo, nel dimensionamento beneficiale del tipo (dimensione) di relazione plausibile ed auspicabile e nella valutazione comportamentale del pet coinvolto prima, durante e dopo l’intervento di pet-relation co-therapy;

4) la zooantropologia didattica: in cui il medico veterinario interviene con progetti didattici nelle scuole, sia per promuovere le conoscenze per migliorare la relazione con l’alterità animale, sia per valorizzare la relazione con l’animale come strumento pedagogico e didattico.

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La Zooantropologia, neologismo coniato da Hubert Montagner (direttore del laboratorio di psicofisiologia alla Facoltà della Scienza e della Tecnica dell’Università di Besançon), nasce come disciplina della relazione uomo-animale, tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli anni ottanta, grazie allo sviluppo degli studi dell’etologia classica, dell’etologia cognitiva, della psicologia animale, dell’antropologia, delle scienze cognitive e delle scienze della formazione.

Il suo campo di indagine non è l’animale come “cosa”, come “oggetto di studio”, bensì l’ambito relazionale, cioè l’ambito della relazione dell’uomo con l’animale come partner. L’obiettivo è quello, da un lato di chiarire i moventi, i meccanismi che spiegano la seduttività dell’animale nei confronti dell’uomo, dall’altro lato, è quello di spiegare il valore referenziale dell’alterità animale.

L’effetto dell’ Appeal Animale viene spiegato dalle Teorie Zooantropologiche che ci aiutano a capire l’abitudine ormai diffusa di accogliere i pets come membri di una famiglia allargata, di accudirli come bambini, di educarli, farli giocare, di renderli partecipi della quotidianità familiare, di curarli, dando loro persino nomi di persona.

Ci devono essere dei motivi per spiegare le ragioni di un coinvolgimento così forte da parte dell’uomo nell’impegnarsi in relazioni così pregnanti con gli animali, almeno con quelli con cui decide di convivere.

Una dimostrazione di questo effetto calamita dell’animale sull’uomo, ce la danno i bambini di qualunque latitudine, cultura ed epoca storica che, come fatalmente attratti dalla vista degli animali, si avvicinano a loro spontaneamente, sorridendo. Solo nei casi di fobie specifiche, apprese per imitazione dai genitori, presentano un comportamento di evitamento.

 

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